BLOG DEL MISTERO

La scelta

Il compleanno è un momento importante nella vita delle persone, alcune volte capita che segni anche delle tappe importanti.

Nel mio caso, festeggiare il compleanno e` sempre una gioia, penso a ciò che ho imparato nell’anno passato e quante altre cose dovrò ancora imparare, e nel mentre cerco di costruire esperienze indimenticabili assieme alle poche intime persona a me care.

Ai giorni nostri le possibilità di trovare qualcosa di speciale da fare per festeggiare momenti importanti e` migliorata notevolmente. Le tendenze nel mondo, infatti, si stanno spostando sempre di più` dalla tradizionale vendita di oggetti che regalano un’esperienza all’offrire un vero e proprio servizio, anche immateriale, che fa vivere un’esperienza.

Non so cosa mi riserverà la vita, ma so per certo che per i miei compleanni avvenire avrò l’imbarazzo della scelta d’innumerevoli novità di nuove esperienze da provare con i miei amici.

Il pensiero laterale

Non sempre sono disposta ad abbandonare le vecchie abitudini, il nuovo mi spaventa.

Mettersi alla prova porta alla luce i limiti della propria personalità, la capacità di resistenza della forza di volontà e il sapersi assumere la responsabilità delle proprie azioni.

Sfidare se stessi e cercare nuovi modi di superare i propri limiti e ciò che ci può far crescere. Giocare insieme agli altri ci aiuta un sacco a metterci alla prova.

Quando vado a giocare in un Escape Room so che niente è come sembra, ogni cosa è studiata per destrutturare qualsiasi schema mentale precostituito e le abitudini utilizzate nel mondo reale non servono più a nulla.

Sicuramente un ottimo strumento per sviluppare il proprio pensiero laterale.

l’istinto di difesa

Oggi il mio istruttore di difesa personale ha insegnato un aspetto molto importante di quando ci si confronta con situazioni di pericolo: l’importanza della prima reazione del corpo.

Non sempre l’automatismo immediato e l’estrema reattività possono essere di aiuto perché il cervello attiva questi meccanismi anche quando non sono necessari.

Capita di reagire d’istinto anche all’amico che vuole farci uno scherzo o a un abbraccio della persona cara e rischiare di fargli del male senza volerlo.

La vita sociale diventa difficile quando si è così reattivi, non possiamo sicuramente frenare l’istinto umano che ci contraddistingue ma imparare a gestirlo è importante.

Sperimentare Escape Room con temi horror estremi o che spingono al limite le paure di chi gioca devono essere sempre affrontate con una certa mentalità per far sì che diventino un’esperienza intrigante e non ci si faccia del male o si rischi di rompere elementi di scena.

Non tutti reagiscono alla paura nella stessa maniera e bisogna essere quindi consapevoli che chi ci circonda, sia i nostri compagni che gli stessi creatori (ed eventualmente attori) del gioco, sono persone che vogliono divertirsi e la situazione è sempre una simulazione.

L’attenzione al dettaglio

La sicurezza nelle stanze e` fondamentale. E` ciò su cui, come creatori, ragioniamo ancor prima di lavorare sugli enigmi e sulle attrezzature necessarie. Il giocatore, durante una sessione di gioco, non dovrebbe mai essere interrotto per problemi di sicurezza.

La nostra scelta di non adottare puzzle elettronici si basa quindi da una parte al prestare particolare attenzione alla sicurezza:
Il rispetto delle varie norme che gestiscono la sicurezza degli impianti elettrici e l’incremento della complessità di gestione dei giochi elettronici aumentano esponenzialmente che qualcosa vada storto durante le sessioni di gioco e che si utilizzi male l’attrezzatura.

Dall’altra parte l’idea che un enigma sia estremamente più piacevole e totalmente sicuro quando utilizza l’elettronica per i feedback al giocatore piuttosto che essere esso stesso elettronico.

Ma chi li inventa questi giochi ?

Inventare un gioco e` qualcosa che possono fare tutti, ci vuole del tempo e tanta dedizione. Forse anche tu credi che esista un solo autore. Magari e` lo stesso che ha fatto quei pochi giochi che conosciamo!

La realta` e`che ci sono moltissimi autori e altrettanti giochi. Un mondo variegato dove ogni palato puo` essere soddisfatto.

L’Escape Room e` un gioco “contenitore”, si approccia alla persona dicendole che funziona quasi sempre nello stesso modo e che varia solo come si vince e come viene presentata la scena. Puo` sembrare ripetitivo, invece regala la possibilita` di entrare subito nel gioco e godersi immediatamente la parte interessante senza doverci pensare troppo su.

Nell’Escape Room gli autori possono sbizzarrirsi nel cercare sempre nuovi temi o affrontare vecchi enigmi in modo del tutto originale.

Non c’e` un singolo inventore di giochi, c’e` una vasta comunita` di appassionati che a braccia aperte spera sempre di aggiungere nuovi membri a questo mondo fantastico.

Luce e Buio

Nel cinema si fa largo uso del buio e della luce per dare piu` enfasi alle scene o addirittura a tutto il film. Film come Alien, utilizzano scene molto buie per aiutarci a immedesimarci nell’ignoto.

Anche a teatro l’utilizzo delle luci e` fondamentale, dove si vuole che l’occhio dello spettatore cada, li c’e` la luce, chiamata bullseye, che mette in evidenza gli attori che stanno recitando.

Immaginiamo una scena, anche nella nostra mente, l’utilizzo della luce e del buio ci aiuta a capire che tono dare e cosa mettere in evidenza.

Nell’Escape Room viene largamente utilizzato per aiutare o ingannare il giocatore. Si utilizzano torce o luci ultraviolette per trovare indizi nascosti in piena luce, che se puntate agli oggetti giusti, ci mostrano ombre e dettagli prima invisibili ai nostri occhi.

La luce serve a vedere, ma nelle Escape Room, alcune volte anche il buio.

Ed è già Halloween

Quando si preannuncia Halloween, una delle prime cose che mi vengono in mente è questa poesia:

”Nel livido, triste chiarore lunare
svettano bianchi i campanili,
gli alberi si ricoprono d’argento
e sui comignoli volano i vampiri.
Guarda: le arpie del cielo profondo batton le ali,
ridono ed osservano.
Sul morto villaggio sotto la luna
mai ha brillato il sole al tramonto:
è emerso dal buio di ere perdute,
là dove scorrono fiumi di follìa lungo abissi di sogno senza fondo.
Un vento gelido striscia fra i covoni
sui campi splendenti di pallida luce
e s’aggroviglia attorno alle lapidi nel cimitero
dove i ghoul ricercano l’orrida preda per la loro fame.
Neppure il soffio degli strani Dèi del mutamento
giunti al passato a reclamare ciò che gli appartenne
può rendere quest’ora meno immota: una forza spettrale copre tutto,
diffonde il sonno dal suo seggio antico e libera l’ignoto senza fine.
Si estendono di nuovo la valle e la pianura
che videro lune scordate ormai da tempo,
ebbri danzano i mostri sotto i fiochi raggi,
sorgendo dalle fauci del sepolcro per scuotere il mondo col terrore.
Le cose che il mattino aspro rivela,
l’orrore e la miseria di campi desolati irti di sassi
si aggiungeranno un giorno a tutto il resto
tramando con le ombre maledette.
S’alzi pure nel buio il gemito dei lemuri,
guglie rose di lebbra giungan fino al cielo…non cambia nulla:
chè l’antico e il nuovo insieme son ravvolti nelle pieghe del comune destino, morte e orrore.
I Segugi del Tempo sono pronti le carni d’entrambi a dilaniare.,,

“Halloween in a Suburb” di Howard Phillips Lovecraft
(Providence, 20 agosto 1890 – Providence, 15 marzo 1937)

E se mi sbagliassi ?

Ti e` mai capitato di cadere in conclusioni affrettate ? Quante volte ti e` capitato di aver fatto un errore di valutazione perche` hai preso troppe cose alla leggera ?

Anche se e` dura ammetterlo mi e` capitato piu` volte di quelle che avrei voluto, nonostante conosca bene cosa sia il bias di conferma. 

In parole povere questa teoria dice che il nostro cervello e` predisposto a sostenere e confermare idee precostituite e ignorare e sminuire le informazioni che le contraddicono.

Quanto e` svantaggioso cascare nel bias di conferma ?  Parecchio.

Pensate a quando si scrive un contratto perche` non capiamo niente, ma il venditore ci e` simpatico. Oppure quante credenze ci e` stato dimostrato che non sono vere, ma ci crediamo lo stesso, perche` speriamo che arrivi qualcuno a dimostrare che abbiamo ragione.

O semplicemente “E` impossibile che questo lucchetto si apra cosi`”, poco prima che qualcun’altro lo apra esattamente com’era dato per impossibile.

Divertente

La parola divertente mi fa sempre storcere il naso. Chi propone un gioco alcune volte la usa per invogliare gli altri a provare l’esperienza, altre viene usata alla fine di una partita per mostrare la propria soddisfazione. Il problema e` che la parola divertente ha un forte carattere soggettivo.

In piu` divertente viene sempre usato per indicare qualcosa di buffo o che fa ridere. Divertente deriva da divertire e divertire significa volgere altrove, cambiare direzione o distogliere e sollazzare.

Nel tempo gli autori di giochi hanno imparato a donare esperienze emozionanti che non sono strettamente legate allo spassoso e umoristico.

Quando, per la prima volta, mi dissero che ci si poteva divertire chiusi in una stanza a risolvere enigmi riguardanti omicidi oppure prigioni, pensai fossero matti.

Per fortuna mi ero sbagliato.

E se non fossi abbastanza intelligente?

Mi piace sempre fare due chiacchiere con i clienti dopo che hanno finito di giocare, trovo interessanti i loro spunti e confrontarci sui loro timori iniziali.

Soprattutto i clienti che vengono la prima volta a giocare capita che chiedano quanto serva essere “intelligenti”.

Allora spiego loro che non serve essere intelligenti, ma aprire il proprio immaginario, il pensiero laterale, perche` gli enigmi sono piu` semplici di quello che sembra.

Mi pare che ci sia sempre un sottofondo nella societa` moderna che considera l’intelligenza come la capacita` di sapere far bene calcoli o essere brillanti nella retorica.

Per fortuna non e` cosi`.

Credo che bisogna cercare di giocare a giochi che ti aiutano a sviluppare il pensiero laterale e soprattutto a sentire sulla propria pelle che si puo` essere piu` o meno portati, ma che questo non c’entra nulla con l’intelligenza.