BLOG DEL MISTERO

Il Leader

Ogni buon gruppo ha bisogno di un Leader senza paura!

Supportare i compagni quando hanno bisogno di un aiuto extra, risolvere gli enigmi con una sola occhiata evitando di sprecare tempo nelle controversie, indirizzare la squadra verso il percorso più conveniente su cui concentrarsi in un determinato momento.

Il Leader di solito viene eletto all’unanimità in modo consenziente o per abitudine dal resto della squadra, e i suoi suggerimenti non vengono quasi mai messi in discussione.

Tutti si fidano del suo parere.

Come per la figura dell’organizzatore, il Leader rischia di diventare dispotico quando qualcuno non condivide il suo agire e potrebbe creare tensioni. Un aspetto interessante dell’ Escape Room è che vi è sempre una e una sola soluzione per risolvere gli enigmi e se il Leader sbaglia deve necessariamente ricredersi e ammettere che la sua non è l’unica verità.

La parola d’ordine sarà quindi: guidare il gruppo con consapevolezza!

L’organizzatore

In un’ Escape Room l’organizzatore prende nelle sue mani le redini del gioco e controlla attentamente tutto ciò che accade nella stanza.

Guarda al futuro e verso la vittoria.

Attraverso la cooperazione e gestione di tutte le forze della squadra rende il gioco efficiente al massimo.

L’organizzatore è un vero e proprio comandante ma potrebbe con la sua determinazione causare tensioni nel gruppo e dimenticare così che l’Escape Room è un gioco e non un campo di battaglia!

La parola d’ordine sarà quindi: collaborazione ma con moderazione!

Il cercatore

L’attitudine psicologica alla ricerca e all’indagine minuziosa del dettaglio fanno del cercatore una figura utilissima in squadra.

In una Escape Room molti indizi infatti sono nascosti, alcune volte si nascondono addirittura in piena vista mimetizzandosi completamente con l’ambiente circostante.

Il pregio del cercatore e` quello di non arrendersi alla prima supposizione, ma controlla e ricontrolla ogni elemento e trova oggetti nascosti o dettagli rilevanti. Quando qualcuno ha bisogno di qualcosa sicuramente lui saprà subito indicargli dov’è.

Il problema si pone quando immagina indizi dove non ce ne sono e cerca erroneamente di convincere gli altri componenti del gruppo che i suoi ragionamenti sono quelli corretti.

La parola d’ordine sarà quindi: cercare ma non troppo!

Che tipo di giocatore sei?

Nel tempo abbiamo notato che vengono citate dai vari giocatori alcune frasi ricorrenti.

Queste frasi ci hanno permesso d’identificare delle categorie ben definite.

Il cercatore: “Non sono sicuro, dobbiamo ricontrollare in tutta la stanza, se hanno lasciato l’etichetta dell’IKEA su questo mobile ci sara` un motivo!”

L’organizzatore “Aspetta, cosa stai facendo? Posa tutto sulla scrivania e poi controlliamo assieme cosa ci manca, prova a vedere se riesci a spostare quel mobile qui e non toccare nulla senza motivo.”

Il leader “Tu prova quel lucchetto, tu invece aiutami con questo puzzle. Tu, sei riuscito a scoprire come risolvere l’enigma dei tre colori? Forza, forza! Il tempo scorre, voglio andare nella prossima stanza!”

Diplomatico “Secondo me avete ragione entrambi, sicuramente chi ha creato l’enigma si deve essere sbagliato

Collezionista d’indizi “Si adesso li poso, non vorrei aver dimenticato qualche cosa nella stanza allora preferisco portarli con me”

Il risolutore “Credo che gli indizi che hai trovato tu debbano essere usati nell’enigma che sta cercando di risolvere lui”

L’avventuroso “Aspetta, non aprire la porta, potrebbe uscire qualcosa. Fammi fare il passo del giaguaro cosi` non faccio scattare nessuna trappola.”

Distruggi enigmi “Se considero il trigono di venere in Marte e sommo le nostre date di nascita, prendendo le prime lettere di questo enigma e associando tutto insieme, trovo i colori che mi daranno sicuramente i numeri che ci servono.

 

E tu…che tipo di giocatore sei?

Qualche considerazione sull’Escape Room

Nelle Escape Room ogni elemento deve essere “esagerato” per non passare inosservato e distinguersi da ciò che non é indispensabile ai fini del gioco.

In questo modo il giocatore non rischia di confondersi e il gioco fluisce correttamente.

Con il termine “esagerato” non si intende che la risoluzione del puzzle é palese ma é una caratteristica che indica il percorso corretto per il ragionamento verso la risoluzione.

Poi se una stanza ha la possibilità di essere esagerata anche l’aspetto scenico ne beneficerà e l’immersività sarà completa.

Esercizi per il cervello

Una mente non allenata può soffrire di diverse patologie.

Gli studi sulla riserva cognitiva infatti segnalano tra i principali fattori che migliorano la plasticità cerebrale l’imporsi sfide intellettuali, fuggire dalla monotonia e dalla sedentarietà, avere voglia d’imparare e scoprire sempre cose nuove.

Il cervello viene modellato in questo modo giorno per giorno. Noi siamo il frutto delle esperienze maturate lungo il corso della vita.

Un’ora in una Escape Room è un’ora di tempo dedicato alla salute.

Quanta fatica devo fare?

Ho appena finito di spiegare cos’e` un Escape Room, mi accingo a raccontare le regole della casa, i vari suggerimenti e in ultimo la storia per introdurre il gioco.
E arriva la domanda.

Quanta fatica devo fare ?

Un’ ottima domanda. Cosa significa fatica quando si cerca di risolvere un enigma o una serie di enigmi ? E cosa si intende per fatica quando si lavora in gruppo per risolvere una stanza?
Dipende.
Dipende da quanto la nostra mente e` pronta alla sfida e desideriamo immergerci nella storia.

Se ti piace quello che stai facendo, allora non farai fatica. Tutto sarà nel flusso e` 1 ora di gioco passeranno in un attimo.

Se invece non ti piace il tipo d’intrattenimento? Farai allora molta fatica, ma non e` un problema, probabilmente e` solo la stanza sbagliata per te.

Andare a tempo

L’urgenza è uno dei motori piú prepotenti nel plasmare le nostre azioni e secondo la psicologia comportamentale le situazioni concitate ci portano ad agire più velocemente.

Nelle Escape Room solitamente il nostro senso di urgenza viene stimolato dal ticchettio costante di un orologio sul quale é visualizzato il conto alla rovescia del tempo a disposizione del gioco.

Alla fine di una giornata lavorativa o di una settimana impegnativa liberarsi dallo stress accumulato è quasi d’obbligo e talvolta,da giocatrice, ho notato che trovarsi sotto il controllo incessante di un orologio può causare un senso di ansia controproducente in un gioco di squadra.

Quindi mi sono convinta che giocare senza un orologio visibile nella stanza, senza nessuna percezione del tempo che passa, stimola attivamente l’area del cervello nel controllo della situazione e nel giusto utilizzo delle risorse che si hanno a disposizione in soli 60 minuti.

Il “buon design”

Durante il processo creativo di realizzazione di Escape Room mi piace rispettare il più possibile le caratteristiche fondamentali di quello che viene comunemente definito un “buon design

Principalmente preferisco un design minimale, semplice ed essenziale e tutto ciò si rispecchia anche nel flusso di gioco.
Infatti credo che questo tipo di design faciliti il giocatore nel comprendere gli elementi del gioco e l’interazione con essi. Fondamentale per vivere appieno l’esperienza.

Non si dovrebbe mai sentire un componente della propria squadra dire una volta usciti dalla stanza:
“Ma come hai risolto quel puzzle? Ho perso una parte del gioco”

Non voglio squadre che giocano a metà. Vorrei che ogni persona si possa sentire partecipe.

Impossibile

La definizione d’impossibile è così delineata:”tutto ciò che si pone fuori dalle possibilità umane”. La parola impossibile non esiste dentro un’ Escape Room.

Anche se si incontrano durante il gioco enigmi molto difficili da comprendere l’impresa non è mai irrealizzabile.

Lo scopo del game master infatti è quello di farvi credere che le cose sono impossibili e nello stesso tempo far sorgere nel giocatore l’idea che lui possa nell’impossibile